ARCHEOLOGIA SUBACQUEA
Fra le tante attività legate alla subacquea una delle più affascinanti è senz'altro l'archeologia subacquea.
Specialità relativamente giovane almeno per quello che riguarda un atteggiamento corretto e attento e non un semplice atto di "pirateria".
Noi sub italiani, o meglio mediterranei siamo privilegiati anche se spesso non ce ne rendiamo conto e ci facciamo superare da paesi che poco hanno a che fare con il "mare nostrum" cuore pulsante delle civiltà antiche. Nel 1989 da una idea di Angelo Silvestri nasce all’interno del Centro Sub Latina Rudy Wolf, l’Archeosub Pontino un gruppo dedicato all’archeologia subacquea formato da appassionati subacquei e studiosi motivati esclusivamente da finalità di ricerca e di salvaguardia dei reperti subacquei di proprietà della collettività. L’associazione oltre agli intenti culturali e di studio si prefigge la sensibilizzazione dei subacquei sportivi alle problematiche inerenti il rinvenimento di un sito archeologico, la segnalazione alle autorità e il recupero di materiale archeologico clandestino.
La nascita di questo gruppo di lavoro aveva come obiettivo primario la costituzione di un museo del mare da realizzare a Latina . Questo obbiettivo si è realizzato nel 1996 nel primo momento presso l’antiquarium in via Umberto I ed ora presso il PROCOIO di Borgo Sabotino.
Le enormi potenziali culturali e storiche del territorio pontino e delle sue coste, rafforzano sempre più l’esigenza di raggruppare , analizzare e catalogare i reperti che durante glia anni molti sub hanno recuperato per poi poterli allocare in una struttura idonea, del proprio territorio e fruibile da tutti.
Tra le innumerevoli operazioni di recupero e catalogazione di beni archeologici, degna di particolare interesse è la scoperta di un relitto di nave romana oneraria , scoperta effettuata da Angelo Silvestri negli anni 70 nel tratto di mare antistante Foce Verde a Latina. Il relitto fu segnalato alle autorità competenti e nel giugno del 1995 la Sopraintendenza Archeologica del Lazio affida le operazioni di recupero e rilievo all’Archeosub Pontino del Centro Sub Latina sotto la direzione della Dott.ssa Annalisa Zarattini.
Nasce così ufficialmente lo scavo della
NAVE ROMANA DI DI FOCE VERDE.
Il gruppo comincia i lavori necessari e sotto la direzione di Angelo Silvestri Istruttore ed Operatore Tecnico di Archeologia Subacquea l’Arch Capuozzo Paolino si rende responsabile delle prospezioni coordinando i sub Antonio Di Rosa, Pellecchia Costantino e Francesco Silipo e il giornalista Massimo Martino. Il relitto giaceva ad una profondità di 13mt e i numerosi rilievi e la stesura di elaborati grafici
in piante e sezioni hanno permesso la visione di d’insieme del relitto dimostrando il suo particolare interesse.
L’importanza di tale scoperta è stata evidenziata dal rinvenimento di anfore vinarie provviste di tappi in cementina
che servivano a sigillare il contenuto delle anfore che recavano l’iscrizione “C.AV.TIF” che secondo gli studiosi si presume che abbia il significato di “ Tiberio Claudio figlio di Tiberio” (50 d.c. circa) . Inoltre su un ceppo di ancora è stata rinvenuta l’iscrizione “ L. Herran Celer” , il nome dell’armatore o del proprietario della nave. Questi indizi oltre a fornire elementi di valutazione cronologica e quindi una datazione certa del relitto,
diventano una preziosa documentazione ai fini dello studio dell’antico commercio marittimo in quanto un altro ceppo di ancora con identica iscrizione e stato rinvenuto a Populonia.