"SKIPPER" l'aereo venuto dal mare
L'attività inerente la ricerca subacquea intrapresa negli anni dall'associazione comprende anche rinvenimenti riconducibili all'ultima guerra mondiale e precisamente a due aerei impiegati durante lo sbarco degli americani e caduti al largo della costa Pontina.
Il primo, un Curtiss P40 L fu rinvenuto e recuperato da Angelo Silvestri nel mese di Giugno 1983, in collaborazione con il Circolo Subacqueo Kronos Sub Latina al largo di Foce Verde a mt.35 sulla secca dello Sperone. Mancante della fusoliera dove probabilmente era stato colpito ma integro nelle restanti parti, fu trainato e adagiato
a riva a circa 4 mt di profondità di fianco al Castello di Torre Astura per permettere il successivo recupero che sarebbe dovuto avvenire in collaborazione con i Carabinieri sommozzatori di Roma, al fine poi di consegnare il prezioso relittto al Museo dell'areonautica di
Vigna di Valle.
Il ritrovamento fu immediatamente comunicato all'Ambasciata Americana, al Direttore del Cimitero Americano dello sbarco di Anzio, alla Capitaneria di Porto di Anzio, ai Carabinieri ed allo Stato Maggiore dell'areonautica.
All'interno della carlinga dell'aereo fu peraltro ritrovata una targhetta identificatrice con matricola e numero seriale, grazie alla quale fu possibile al Direttore del Cimitero Americano dello Sbarco di Anzio, rintracciare il nome del
pilota J.F. Kirkindal che fino ad allora era risultato "missing". Il ritrovamento fu documentato a mezzo stampa e riportato nelle pubblicazioni ufficiali delle riviste dell'Aereonautica Militare. Ha altresì partecipato, con un servizio fotografico al concorso
"caccia all'aereo" pubblicato sulla rivista Mondo Sommerso nel luglio 1983. Con il nucleo dell'arma dei Carabinieri sommozzatori di Roma al comando del Maresciallo Antonio Florio fu organizzato il recupero, che non si poté tentare per la data fissata, stante
un sopravvenuto impegno dell'Arma stessa. Successivamente, a causa di una violenta mareggiata, il velivolo fu ricoperto da circa 30 cm di sabbia e fango e, al nuovo tentativo, nonostante fosse stato messo in tiro da numerosi palloni da sollevamento, non si mosse dal fondo.
L'operazione di recupero no fu più ripetuta per mancanza di fondi, e negli anni il velivolo, che scompare e riappare con le mareggiate, è stato oggetto di interesse da parte di subacquei a vario titolo.
Il secondo, un altro Curtiss P40 L, viene localizzato a Capoportiere, Latina, molto vicino alla costa e nascosto negli anni da banchi di sabbia e fango che lo proteggono e lo lasciano quasi intatto fino ai giorni nostri. Regolarmente denunciato da Angelo Silvestri alla Capitaneria di Porto
di Anzio Sezione staccata di Rio Martino Latina al Capo N.P. III Classe Cristiano Sargentoni si effetuano tutte le pratiche necessarie per il recupero. Durante le fasi di prospezione del velivolo viene recuperata nella carlinga la targhetta identificatrice del numero seriale e successivamente
rinvenuta sul carter del motore una grossa scritta: SKIPPER.
L'aereo appartenente all'86th Squadron 79 Fighter Group di stanza a Capodichino, viene familiarmente ribattezzato dal pilota il Lt. E.E. Parson che lo ha in consegna, come era usuale fare, "Skipper". Quel giorno però il 31 gennaio 1944 il velivolo con una squadriglia decolla in missione di ricognizione sulla zona
di Anzio e Nettuno pilotato da Lt. Michael Mauritz e mentre sorvola il litorale Pontino, per un improvviso aumento della temperatura del motore il giovane tenente (22 anni) è costretto ad un ammaraggio
forzato a Capoportiere Latina.
Il pilota riesce con successo a planare sull'acqua, adagia il velivolo in uno specchio d'acqua poco profondo vicino alla costa e mentre l'aereo affonda, viene avvertito dal caposquadriglia di nascondersi tra le dune perché avrebbe mandato in seguito qualcuno a recuperarlo. Gonfiato un battello di salvataggio
raggiunge la costa dove è catturato dai tedeschi.
Gli americani da quel momento lo dichiarano ufficialmente "M.I.A." Missing In Action (disperso in azione). Il 9 febbraio 1944, dopo una fuga avventurosa dal campo di concentramento di Latina insieme ad un altro prigioniero americano, il Capitano Charles M. Shunstrom conosciuto presso il
Comando Tedesco di Cisterna di Latina, aiutato dai partigiani, riesce pochi mesi dopo, a ricongiungersi con le forze alleate.
Il 12 gennaio 1998, ottenuto il nulla osta da parte dello Stato Maggiore dell'areonautica 5° Reparto con nota Prot. SMA/554/1097 indirizzata ad Angelo Silvestri e l'autorizzazione dell'Ambasciata Americana, dopo tre giorni di intenso lavoro subacqueo effettuato con due sorbone, da 50 cm e supportati
dall'impiego di una chiatta predisposta dalla ditta Tecnosub dei F.lli Bisceglie "Il Vega", l'aereo liberato dal fango e sabbia viene riportato in superficie con 17 palloni di una tonnellata, circa quattro volte di più del suo peso originario. Adagiato su una slitta posta sotto il ventre, viene trascinato a riva da una potente gru e depositato sulla spiaggia, offrendo uno spettacolo indimenticabile
per le migliaia di persone accorse che vedono emergere dal mare dopo oltre mezzo secolo un aereo da guerra in perfette condizioni.
Partecipano alle operazioni di recupero e curano il piano operativo del lavoro subacqueo Angelo Silvestri, Paolo Zanini, Nicola Pierdominici, Antonio Di Rosa, Gianluca Contarini, Enzo Rossi, Massimo Prestipino, Savino Caporale, Silvano Scifoni, Vito Capurso, Alessandro Panigutti,Stefano Balducci,
Valerio Petrucci, Giorgio Morazzano, Francesco e Rodolfo Annecchiarico, i fratelli Nicola e Titino Bisceglie. Tutte le fasi delle operazioni in mare sono state svolte sotto la presenza del Nucleo Sommozzatori dei Carabinieri di Roma al comando del Maresciallo A. Florio, la Capitaneria
di Anzio, Seziomare Riomartino al comando del Capo N.P. III Classe C. Sargentoni e la Questura di Latina con l'invio di una motovedetta e un elicottero.
L'avvenimento ha risonanza a carattere nazionale, dopo un certo periodo di tempo e tramite ricerche viene scoperto che il pilota Mauritz è ancora in vita. Ha circa 77 anni vive in America, contattato e portato a conoscenza del ritrovamento e recupero del suo aereo esprime il desiderio di tornare in Italia.
Il 4 settembre 1998 dopo 53 anni il pilota statunitense torna a rivedere il suo aereo. Immaginabile l'emozione nel trovarsi di fronte a quel velivolo che è stato l'artefice dell'avventurosa vicissitudine accorsa.